martedì 13 ottobre 2015

QUEST'ANNO VADO A SCUOLA

Sono Mamadou (in realtà ho un altro nome ma l'ho cambiato come ho cambiato molti dei dati, nomi e foto che potrebbero identificarmi, ma che non cambiano la mia storia), ho 10 anni e sono un talibé.

Non sapete cos'é un talibé? Se siete gia venuti una volta in Senegal ci avete visto di sicuro. 


Sono i bambini che vedete ovunque per strada da soli o più spesso in gruppi piu o meno grandi, con una scatola di conserva usata che serve a tenere cio che sono riuusciti ad avere dai passanti durante la giornata: una manciata di riso, qualche zolletta di zucchero, qualche monetina.

E' da 3 anni che sono al Daara del mio insegnante coranico qui alle Parcelles Assainies a Dakar.
Ed é da 3 anni che non vedo mamma e papà ne i miei fratelli e sorelle.

Abitavo in un villaggio nella Regione di Kaolack. Mio padre é un contadino e i miei fratelli più grandi lo aiutano a lavorare i campi. In realtà non sono più tre campi, ma solo l'ultimo che ci é rimasto. Gli altri due sono stati sequestrati da una società straniera che fa piante strane, che non si mangiano ma servono a produrre energia. Quindi non servivano piu tante braccia per lavorare quest'ultimo campo rimasto, tanto più che molte volte non pioveva abbastanza e il lavoro si riduceva ancora di più.  


Mi ricordo, mio padre era preoccupato e mia mamma e la sua co-épouse si lamentavano sempre di non avere più niente da mettere in pentola per prepararci da mangiare. Eravamo 11 bambini, 6 solo di mia mamma. Forse ne sarà nato un altro da quando sono partito perché mia mamma aveva la pancia enorme come prima che nascesse Awa, la mia sorellina piu piccola.
Da quando si era ridotto il lavoro nei campi papà non mi portava più con lui a coltivare. Ma mi divertivo un sacco con gli altri bambini del villaggio a costruire macchine con fili di ferro, tappi di bottiglie e vecchie scatole di latta trovate per terra oppure ci arrampicavamo sugli alberi per cercare bacche o frutti selvatici e poi era bellissimo durante la stagione delle piogge quando finalmente tutto diventava verde, portavamo al pascolo le pecore e si potevano prendere i deliziosi frutti degli immensi baobab. 

Un giorno ho chiesto a mio papà se anch'io mi dovevo preparare per andare a scuola. Infatti era quasi finita la stagione delle piogge e 3 dei miei inseparabili amici erano tutti eccitati perché erano andati col loro papà a iscriversi alla scuola più vicina, in un altro villaggio.
Mio papà mi ha detto di no, che non avrei fatto quella scuola. Era troppo lontana, avrei dovuto fare kilometri da solo a piedi ogni giorno e lui non aveva i mezzi per comprarmi le scarpe e dei vestiti adatti. In più voleva che imparassi il Corano molto meglio di quanto avessi fatto fino ad allora, con l'insegnante del nostro villaggio. "In questo modo, - mi diceva con l'aria severa - andandoci solo poche ore al giorno, con tua mamma che ti difende sempre quando ti puniscono perché non hai imparato bene, non riuscirai mai a sapere tutto il Corano a memoria. In più devi diventare un uomo, forte e coraggioso, capace di affrontare le difficoltà della vita. Finché rimani incollato al pagne di tua mamma non lo diventerai mai. E poi, dove ti porta quella scuola dove hanno iscritto i tuoi amici? Ci sono solo poche classi e finite quelle non avrai nessuna possibilità di fare un lavoro decente. Dovrai andare in un altra scuola più lontana, in città a Kaolack dove non conosco nessuno che ti potrà ospitare. Invece voglio che diventi un uomo religioso, ascoltato e stimato da tutti. Conosco un marabout molto serio e apprezzato da tanti miei amici e parenti, che ha un Daara a Dakar dove potrai imparare moltissimo senza che debba preoccuparmi di niente perché pensa a tutto lui."
Mia mamma ascoltava in silenzio. Più tardi l'ho sentita discutere con papà che si é arrabbiato tantissimo. Non ho sentito molto di cio che dicevano, solo un "é ancora troppo piccolo" di mia mamma che sembrava voler piangere.
Da un lato ero tristissimo di andare lontano dalla mamma, ma dall'altro ero fiero di diventare un uomo forte e forse un gran marabout anch'io. In questo modo potrò essere io ad aiutare un giorno la mamma e liberarla da tutte le preoccupazioni.
Pochi giorni dopo, ho salutato la mamma che mi ha stretto a lungo, fra le sue braccia, e sono partito con papà fino ad un villaggio vicino alla grande strada. 


Li abbiamo preso un "car rapide" e dopo molte ore di scossoni siamo arrivati in una citta caotica piena di macchine e motorini, Kaolack ,  

Era li la casa del marabout. C'erano altri bambini. Papà mi ha salutato dicendomi di fare il bravo e ubbidire sempre al marabout. Deve essere fiero di me.
Ho passato la notte con gli altri bambini su delle stuoie per terra nel cortile della casa. E l'indomani siamo partiti con il marabout e gli altri bambini per Dakar.

Da tre anni ho imparato tantissime cose.... Ormai so gia quasi il Corano a meoria e so scrivere molti versetti e mio papà sarà fiero di me.


Ma ho imparato anche tantissime altre cose dalla vita per strada... ho imparato ad attraversare le strade più pericolose e piene di macchine, ho imparato a fare i conti dei soldi che ho guadagnato e come dividerli fra di noi quando li abbiamo avuti insieme, ho imparato a difendermi quando qualcuno vuole prendermi qualcosa, ho imparato a non piangere quando mi si picchia o quando ho freddo o fame. 
Ho imparato a dividere con gli altri talibés ed é bellissima l'amicizia che c'é fra di noi. 

Ho imparato a riconoscere le persone che probabilmente mi daranno qualcosa da quelle che invece mi cacceranno via. Ci sono delle "mamans" che mi sorridono e mi danno da mangiare e so che quando sono triste posso andare da loro, ci sono dei "monsieurs" che ogni mattina immancabilmente si fermano con la loro macchina per darci delle monetine da dividerci, c'é un "tangana" dove so che la "maman" troverà sempre un pezzo di pane o qualche altra cosa da bere o da mangiare per me



Ma ci sono anche dei giorni in cui non incontro nessuno di loro, ho la pancia che mi fa male per la fame e tanta paura perché non sono riuscito a trovare i 500 Fr che ci ha chiesto di portare ogni giorno il marabout.


Sono i soldi che servono a fare andare avanti il Daara, mantenere i nostri insegnanti coranici, completare il cibo per noi... In certi Daara i talibés che non portano i soldi sono picchiati. Da noi no, ma il marabout non sarà contento e so che é un mio dovere perché é solo così che possiamo mantenerci.

Ma quest'anno ci sono novità.
Il marabout ci ha detto che alcuni di noi per i quali ha avuto il permesso dai genitori, oltre ad imparare il Corano, potranno anche andare a scuola invece di passare le giornate per strada a mendicare. Che c'é una scuola, Enfance et Paix, qui vicino, dove andavamo a chiedere l'acqua da bere, che ci accoglie nelle sue classi e c'é un associazione italo-senegalese, Janghi, che paga la nostra retta scolastica e sostituisce cio che noi avremmo portato al Daara mendicando, con alimenti. 
Mi sembra un sogno.....
So che sarà duro perché dovrò studiare tantissimo, ma so che la mia vita presente e futura cambierà.




PROJET « ECOLE POUR TOUS », RESULTATS ANNEE SCOLAIRE 2014 – 2015

Accès à l’école

Grace au support de Janghi, 61 enfants exclus du système scolaire au Sénégal ont pu fréquenter le CREC de l’ONG sénégalaise Enfance et Paix qui accueille les enfants exclus du système éducatif public ou ayant des problèmes familiaux ou de santé tels ne leur permettant pas de suivre dans une école publique. A différence des écoles privées, le CREC de Enfance et Paix essaye d’offrir un enseignement de qualité à un prix accessible aussi aux familles plus pauvres du quartier, situé aux Parcelles Assainies, Commune périphérique et populaire de la Région de Dakar.


Dans le passé l’ONG avait dû refuser chaque année des enfants car incapables de payer même ce minimum dont l’ONG ne peut pas se passer car elle doit assurer le salaire des enseignants et le fonctionnement de la structure. 

Mais pour l’année scolaire écoulée, 2014 – 2015, Janghi a permis l’admission de 32 de ces enfants en payant l’intégralité des frais scolaires ou la partie de ceux-ci que la famille n’aurait pas été en mesure de payer.

En plus de ces enfants Janghi a permis à «Enfance et Paix » de répondre positivement à la requête de 3 « Daaras » du quartier d’accueillir certains de leurs talibés (au total 29) de façon à ce qu’ils puissent bénéficier aussi du système éducatif laïque sénégalais. 

Pour ces enfants Janghi a payé non seulement les frais scolaires mais a donné aussi une contribution en aliments au Daara afin que ces talibés ne soient plus obligés d’aller mendier dans les rues pour assurer leur alimentation et celle d’autres membres du Daara.comme font la plupart des talibès des Daaras traditionnels
(N.B. photo prise dans Internet concernant d'autres talibés)
Le résultat est donc double, les talibés vont à l’école au lieu de mendier.

Résultats scolaires


Classe spéciale

Le Daara Mame Khalifa Niass avait demandé l’inscription de 21 talibés qui avaient exprimé le désir d’aller à l’école. 19 garçons et 2 filles. Ils étaient d’âges différents (8 avaient entre 8 et 12 ans, 10 entre 13 et 17 ans et 2 avaient 19 ans) et n’avaient jamais été à l’école auparavant, totalement analphabètes (à part les plus grands qui savaient lire et écrire l’arabe du Coran) e n’avaient pas la possibilité de suivre les horaires normaux de l’école car ils devaient être présents au Daara aux heures auxquelles le marabout leur apprenait le Coran.
L’école leur a créé donc une classe spéciale avec des horaires adaptés. Ils on été divisés en 2 groupes, d’un côté les plus petits, totalement analphabètes et de l’autre les plus grands ayant eu un début d’alphabétisation en arabe.

Parmi ces 21 talibés, un, Khalifa, 10 ans, n’a pas pu suivre les cours car il est immobilisé par une ostéomyélite contractée 8 mois auparavant et mal soignée. 

Janghi a pris en charge son traitement et un enseignant, volontaire de Janghi, Sylvestre, est en train de lui donner des cours particuliers pour lui permettre d’intégrer l’école une fois guéri. Un autre, Sidy, 14 ans s’absentait souvent aux cours et ne s’est pas présenté à l’évaluation finale disant qu’en fin de compte il préfère apprendre directement un métier. Les 19 autres allaient à l’école avec enthousiasme et ont suivi régulièrement les cours en faisant des progrès rapides.
Dès le début de la saison des pluies, avant la fin de l’année scolaire, 8 talibés sont partis dans leurs villages respectifs pour aider les parents dans le travail des champs.
De ce fait l’évaluation finale n’a pu être faite que sur 11 enfants.
L’évaluation concernait les capacités (mathématiques, lecture, écriture) nécessaires à intégrer les classes normales : pour un groupe le CP, pour l’autre groupe le CE1. Au Sénégal, à cause de l’enseignement qui est fait dans une langue étrangère (le français) que le enfants ne connaissent pas, il y a 6 classes au primaire et le CP correspond à la deuxième.

Résultats
  • ·        Tous ont eu la moyenne
  • ·        La note la plus élevée a été 8,3/10 et la plus basse 5,3
  • ·        La moyenne générale a été 6,9/10
  • ·        4 élèves vont intégrer cette année le CP et 7 le CE1


Ecole primaire (6 années : du CI au CM2)


25 élèves sponsorisés : 10 filles et 15 garçons, 8 sont des talibés venant de 2 autres Daaras mais ayant la possibilité de fréquenter à temps plein l’école et certains ayant des notions de base leur permettant d’intégrer directement les classes normales.

Résultats
  • ·        24 passent en classe supérieure sur 25
  • ·        Les 4 qui fréquentaient la dernière année du primaire (CM2) ont passé avec succès l’examen d’état et obtenu le CFEE (Certificat de Fin d’études élémentaires) et ont ensuite passé avec succès le concours d’entrée en 6ème bien que cette année la sélection ait été plus sévère. Tous les 4 sont déjà orientés dans un lycée public. Un d’entre eux est un talibé.


Ecole secondaire (4 années : de la 6ème à la 3ème)


17 élèves sponsorisés : 12 filles et 5 garçons

Résultats :
  • ·        11 ont eu la moyenne et passent en année supérieure
  • ·        4 doivent redoubler
  • ·        2 ont laissé l’école avant l’examen. L’un parce qu’il est allé vivre dans une autre ville, l’autre a préféré entrer dans une menuiserie et apprendre un métier. 
  • Sur les 17 sponsorisés, 3 fréquentaient la dernière année (3ème) et ont fait l’examen d’état (BEFM). Une élève seulement l’a réussi et a été orientée au lycée public. La deuxième, malade de Drépanocytose, une maladie chronique héréditaire du sang, très invalidante, n’a pas réussi l’examen, mais ayant eu la moyenne sur ses bulletins trimestriels, elle a été admise en classe supérieure d’un lycée géré lui aussi par une ONG (ACAPES) qui accueille des jeunes exclus du lycée public. Une seulement n'a pas eu la moyenne mais il y a la possibilité qu'elle aussi soit admise à l'ACAPES parcequ'elle a presque 20 ans.

Conclusion

Sil' on tient compte de la situation d'où proviennent ces enfants, des difficultés sociales et familiales qu'ils vivent et du très bas niveau que la plupart d'entre ux avaient à l'arrivée à l'école de Enfance et Paix, nous pouvons dire que ces résultats, supérieurs à la moyenne de l'école publique actuelle au Sénégal, sont très encourageants et montrent l'apport que Janghi est en train de donner à offrir une opprtunité d'épanouissement et croissance et un espoir pour le futur à qui ne l'a pas, en contribuant ainsi au dévéloppement du pays.

Selon la philosophie de l'association Janghi et de l'ONG Enfance et Paix, on essaye d'obtenir, à chaque fois que c'est possible, l'intégration dans l'école publique des enfants qui e avaient été exclus. Grace à ces bons résultats 17 des enfants sponsorisés porront etre reintégrés dans l'école publique pour l'année scolaire 2015 - 2016 et laisser ainsi la place à d'autres enfants comme eux. 

domenica 4 ottobre 2015

RISULTATI PROGETTO SCUOLA PER TUTTI ANNO SCOLASTICO 2014 - 2015

Grazie ai numerosi sostenitori di Janghi e in collaborazione con l'ONG senegalese “Enfance et Paix”, 61 bambini esclusi dal sistema scolastico in Senegal hanno potuto frequentare la scuola durante l'anno scolastico 2014 - 2015,  
Con 7.865,05 Euro raccolti, Janghi ha potuto assicurare la loro iscrizione e retta scolastica.
Come sapete, l’ONG senegalese gestisce una scuola che accoglie bambini esclusi dalla scuola pubblica o con problemi familiari e psicologici tali da non riuscire a seguirla. A differenza di altre scuole private, questa scuola cerca di offrire un insegnamento di qualità ad un prezzo accessibile anche agli abitanti disagiati del quartiere Parcelles Assainies, il quartiere popolare e periferico di Dakar dove interviene Janghi. 
Questa retta minima è indispensabile alla ONG per pagare gli insegnanti e il funzionamento della scuola.

Prendendo in carico la retta scolastica di 32 bambini di famiglie talmente disagiate che non sarebbero state in misura di pagare neppure questa retta minima, Janghi ha permesso loro di iscriversi e frequentare la scuola.

Oltre a questi bambini Janghi ha permesso a “Enfance et Paix” di rispondere positivamente alla richiesta di 3 Daara di accogliere alcuni loro talibés (in tutto 29) in modo che potessero beneficiare anche dell’istruzione laica del sistema educativo nazionale senegalese. 
Per questi bambini Janghi ha pagato non solo la retta scolastica intera ma ha dato anche un contributo in alimenti in modo da evitare che andassero per le strade a mendicare come solevano fare prima per assicurare l’alimentazione loro e di altri membri del Daara.


Risultati scolastici

Classe speciale:

Il Daara Mame Khalifa Niass aveva chiesto l’iscrizione di 21 talibés che avevano espresso il desiderio di andare a scuola. 19 bambini e 2 bambine. Erano di età diverse (8 avevano fra gli 8 e i 12 anni, 10 tra i 13 e i 17 anni e 2 avevano 19 anni) che non erano mai stati a scuola prima, e non potevano seguire gli orari scolastici normali perché dovevano essere presenti al Daara nelle ore in cui il marabout insegnava il Corano. 
Per cui è stata creata per loro una classe speciale. 

Sono stati divisi in 2 gruppi, da un lato i più piccoli totalmente analfabeti e dall’altro gli altri che avevano, benché a livelli diversi, almeno un inizio di alfabetizzazione in arabo.

Di questi 21 bambini, uno, Khalifa, 10 anni, essendo gravemente malato con osteomielite, non ha potuto seguire le lezioni e sta ricevendo lezioni private dal volontario di Janghi Sylvestre, con la speranza che una volta guarito potrà integrare la scuola. 
Un altro, Sidy, 14 anni, si assentava spesso e non si è presentato alla valutazione finale dicendo che in fondo preferisce imparare direttamente un mestiere.

Gli altri 19 venivano a scuola con entusiasmo e hanno seguito regolarmente facendo rapidi progressi.
Prima della fine dell’anno scolastico 8 di loro sono tornati al villaggio per aiutare i genitori nel lavoro dei campi e torneranno fra poco,  alla fine della stagione delle piogge. 
Per cui la valutazione finale è stata fatta solo per 11 bambini.

La valutazione era a 2 livelli, basata sulle capacità necessarie (matematica, lettura, scrittura) per poter integrare quest’anno le classi normali: per il primo gruppo il CP, per il secondo gruppo il CE1. In Senegal, a causa dell’insegnamento che viene fatto in una lingua che i bambini non conoscono, il francese, ci sono 6 classi elementari e il CP corrisponde alla seconda.

Risultati:

  • tutti hanno avuto la media
  • il voto più alto è stato 8,3 /10 e il più basso 5,3
  • la media generale è stata 6,9/10
  • 4 integreranno quest’anno il CP e 7 il CE1

Scuola primaria (6 anni: dalla primina alla 5° elementare)

25 sponsorizzati, (15 bambini e 10 bambine) dei quali 8 sono talibés provenienti da altri 2 Daara, ma con la possibilità di frequentare a tempo pieno e con un minimo di nozioni da permettere loro di integrare subito le classi normali.

Risultati:

  • 24 promossi su 25
  • tutti i 4 dell’ultimo anno delle elementari hanno passato con successo l’esame di stato ottenendo il CFEE (Certificato di fine di studi elementari) e hanno poi superato anche il concorso di entrata alla scuola secondaria e sono già stati orientati in un liceo pubblico. Uno di loro è un talibé.

Scuola secondaria (4 anni: dalla 6ème alla 3ème)

17 sponsorizzati (5 bambini e 12 bambine).

Risultati:

  • 13 hanno avuto la media generale e passano alla classe superiore.
  • 2 hanno lasciato la scuola prima dell’esame finale, uno perché si trasferisce in un'altra città, l’altro perché ha preferito entrare in una falegnameria per imparare il mestiere
  • 2 dovranno ripetere l'anno


Sui 17 sponsorizzati, 3 frequentavano l’ultimo anno (classe di 3ème) e hanno fatto l’esame di stato. Benche non siano riuscite a superarlo 2 ragazze sono state accettate alla classe superiore (Seconde o 3° liceo) perché avevano la media generale. Una é stata ammessa al liceo pubblico e l'altra, affetta da Drepanocitosi, una malattia ereditaria del sangue molto invalidante, avendo superato l'età massima é stata presa in un liceo ACAPES anch’esso gestito da una ONG che accoglie ragazzi troppo grandi per i licei pubblici.
Solo una non ha avuto la media ma c'é possibilitàche anche lei venga presa alla ACAPES perché ha quasi 20 anni.

Conclusione

Tenendo conto della provenienza di questi bambini, delle loro difficoltà sociali e familiari e del loro spesso molto basso livello all'arrivo alla scuola di Enfance et Paix possiamo dire che questi risultati, superiori a quelli generali delle scule pubbliche in Senegal, sono motivanti e mostrano il contributo che Janghi sta dando ad offrire opportunità di crescitae una speranza per il futuro a chi non ne ha, contribuendo così allo sviluppo del paese.


Secondo la filosofia dell'associazione Janghi e del ONG Enfance et Paix si cerca di ottenere quando possibile, l'integrazione nella scuola pubblica dei bambini che ne erano stati esclusi. Grazie a questi ottimi resultati, 17 dei bambini sponsorizzati potranno essere reintegrati nella scuola pubblica per l'anno sclastico 2015 2016 e lasciare quindi il posto ad altri bambini come loro.