giovedì 1 settembre 2016

Sostegno alla decisione del governo senegalese di vietare la mendicità dei bambini

Carissimi tutti,

dopo quasi 3 mesi di assenza (sono rimasta in Italia piu a lungo di quanto previsto perché ho avuto un occasione fantastica di poter fare la nonna a tempo pieno e non l'ho voluta perdere) rieccomi tornata in Senegal.

Sono tornata con un po di apprensione perchè ci sono stati imprevisti che incideranno non poco sulle nostre potenzialità e che impongono una riflessione e discussione intense.

Immagino infatti che con la tragedia del terremoto sarà sicuramente molto difficile almeno per un po, fare azioni di raccolta fondi in Italia per i bambini in Senegal. 

Ma i bisogni qui ci sono ancora. Anzi, anche in Senegal ci sono novità. Come sapete c'è stata una nuova disposizione del governo che vieta la mendicità dei bambini, con effetto immediato ma purtroppo senza praticamente nessuna misura di accompagnamento. 


Quindi improvvisamente in luglio i talibés si sono trovati senza nessuna possibilità di nutrirsi. 

Per sopperire al problema nell'immediato con Janghi avevamo mandato subito dei soldi per comprare loro prodotti alimentari supplementari e questo ha permesso ai 3 daara nei quali interveniamo di fare fronte alla situazione.

Con il tempo i daara si sono organizzati chi in un modo chi nell'altro, ma non hanno rimandato i bambini a casa come pensavo.
Un po forse perché con il periodo di soudure (quando ancora non c'è il raccolto) i granai sono vuoti e il ritorno di bocche da sfamare avrebbe creato seri problemi ai genitori,



E un po anche perché i daara non vogliono chiudere e questo non lo vuole neppure il presidente della repubblica ne le popolazioni.

Quindi la situazione adesso varia da un quartiere all'altro in funzione di quanto le autorità del quartiere vogliono o non vogliono apoggiare l'iniziativa del governo e in funzione della forza politica locale dei marabouts dei daara.
Alle Parcelles Assainies, il quartiere dove interveniamo noi, i talibés hanno ripreso a mendicare e la cosa viene momentaneamente tollerata. 

Ma con Sadio di Enfance et Paix che ho sentito regolarmete per telefono e mail, ci eravamo detti che era importante seguire a livello della prefettura le decisioni che vengono man mano prese dal governo per far fronte alla situazione e capire come appoggiare l'iniziativa senza far soffrire i bambini.
La presenza di Sadio alle riunioni della Prefettura con varie associazioni ed ONG locali ha permesso di mostrare il nostro pieno coinvolgimento al problema. 

Una delle soluzioni che avevamo trovato era di coinvolgere maggiormete la comunità che gravita intorno ai daara in modo che cio che i daara ricevevano prima attraverso l'elemosina dei talibes lo ricevano ora direttamente dalla gente del quartiere. 
La comunità si sentirà in questo modo più coinvolta e vorrà assicurarsi che i loro doni servano esclusivamente ai bambini.

Ed è cosi che Sadio ha fatto molte riunioni con i vari gruppi della comunità delle Parcelles Assainies (imams, associazioni di donne, associazioni di emigrati etc.) e ha ottenuto il sostegno verbale di molti di loro.
Questo sostegno lo vuole materializzare ora in un CADRE DE CONCERTATION ET SOLIDARITE o accordo ufficiale che sarà firmato questo venerdi pomeriggio alla Giornata di lanciamento.



Sadio non ha voluto citare Janghi nell'invito per non dare l'idea che Enfance et Paix ha un finanziatore straniero perché cio creerebbe delle aspettative nelle popolazioni invece di stimolare la solidarietà, ma verbalmente ha spiegato chi siamo e come collaboriamo. Sarà durante la riunione, alla quale participerò come rappresentante di JANGHI, che potro' spiegare meglio a viva voce ai presenti e chiarire il nostro modo di intervenire e quanto è importante anche per noi la collaborazione della comunità.

Dopo la riunione di venerdi vi mandero una rendicontazione.
Un caro saluto a tutti.

Lala Maria laura